
Se esiste un luogo dove la dieta va ufficialmente in vacanza, quel luogo sono le Marche. Qui, tra l'azzurro dell'Adriatico e le colline del Rosso Conero, ogni borgo nasconde un tesoro gastronomico che merita di essere raccontato (e assaggiato).
Non chiamatelo semplicemente "cozza". Il Mosciolo è un presidio Slow Food, un mollusco che si riproduce spontaneamente sugli scogli del Conero.
Sebbene originaria del sud della regione, l'oliva all'ascolana è la regina indiscussa di ogni aperitivo tra Sirolo e Numana.
Dimenticate le lasagne classiche. I Vincisgrassi sono un monumento della cucina marchigiana. Si dice che il nome derivi dal generale austriaco Windisch-Graetz, ma il segreto è tutto nel ragù: denso, cotto per ore, con pezzi di carne tagliati al coltello e un profumo che invade le vie dei borghi la domenica mattina.
Non si può parlare di sapori senza citare il vino. Il Rosso Conero DOC nasce dalle vigne che "guardano il mare". Un rosso rubino intenso, corposo, che racchiude tutta la forza del Monte Conero.